Nel buio, anche se è assurdo la vedrai, c'è tanta luce - io vedo, io sento, io parlo

martedì 23 novembre 2010

Anime candide. Dodici bimbi uccisi dopo essere stati violentati

Le storie che parlano di omicidi sono sempre tristi, se poi a morire sono bambini, vittime innocenti della crudeltà umana, la tristezza aumenta e supera il dolore. In Germania gli ultimi sette anni sono stati funesti e ricchi di tragedie a sfondo pedofilo-sessuale. Almeno dodici sono i piccoli uccisi per mano di uomini senza scrupoli e dignità. E la parola uomini l'ho usata a sproposito. Qui racconto le sventure di dieci di quei dodici bambini, il modo in cui si sono consumate, e la fine fatta dai loro aguzzini. Sapete cosa andrete a leggere, se le storie di questo genere vi infastidiscono fermatevi e non andate oltre.
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Bimbi violentati e uccisi in Germania negli ultimi sette anni

Malin Zerbst, 6 anni

Malin è morta il 22 Gennaio 2003. Un ragazzo di 19 anni l'ha adescata e condotta a casa sua mentre tornava da scuola. Dopo averle fatto vedere un film l'ha portata sul suo letto e li l'ha violentata e strangolata.

Già dal primo pomeriggio 50 poliziotti, con l'ausilio di elicotteri, cani e squadre cittadine di soccorso, avevano scandagliato tutto il paese senza riuscire a trovare nulla.

Il cadavere l'ha rinvenuto, purtroppo per lei, la madre dell'assassino che, scovolta ma saggia nella decisione, ha dato l'allarme e fatto arrestare il figlio.

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Tom e Sonia, 11 e 9 anni

E' il 30 Marzo 2003, Tom e Sonia sono andati a giocare nel piazzale di una miniera abbandonata. Ci vanno spesso perché è a poche centinaia di metri da casa. All'improvviso si avvicina un'auto da cui scendono due uomini. "Fermi, siamo della Polizia, cosa fate qui? Non vi muovete!". I due si chiamano Wirtz e Lewendel, uno è elettricista e l'altro un tecnico informatico, e quel giorno avevano deciso di andare a "caccia di ragazze". Tom e Sonia hanno paura ma non scappano, hanno detto di essere dei poliziotti e loro non hanno fatto nulla di male.  Ma quei due li prendono, gli legano del cavo elettrico ai polsi e del nastro adesivo alla bocca, li caricano nel bagagliaio e partono, vanno nell'appartamento di Wirtz. La bambina sale con lui mentre Tom viene portato da Lewendel in un bosco, distante dieci chilometri da casa sua, e picchiato selvaggiamente, poi soffocato con un sacchetto e strangolato. 

Gli assassini- in primo piano Lewendel
Quando torna all'appartamento comincia la tortura di Sonia. Viene legata al letto e per due giorni violentata più volte dai due mostri. Il terzo giorno decidono di ucciderla e partono in auto con la bimba chiusa in un sacco a pelo sistemato nel bagagliaio. Arrivano in un altro bosco, distante cinquanta chilometri dalla cava, ed anche a lei viene messo un sacchetto di plastica in testa e strangolata.
Un'altra storia di ordinaria follia che sfocia in un massacro crudele e senza senso. Il gioco felice di due fratelli stroncato da una coppia di balordi in caccia di femmine. Come vedersi strappare barbaramente due figli e vivere il resto della propria vita nel dolore. Tutto assurdo.


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Levke e Felix, 8 anni

Siamo nel Maggio del 2004, Levke è una bimba di otto anni che va a scuola a piedi assieme ai compagni di classe. Quel giorno quando torna si accorge di aver dimenticato le chiavi. Gli amici la lasciano davanti alla porta di casa. Mentre è in strada, aspetta il ritorno della madre, Marc Hoffmann passa in auto e si ferma. Qualche parola ed un sorriso, per allentare le difese della piccola, poi la prende di forza e la mette in auto. La porta in un bosco, la spoglia e la violenta. Getta gli abiti della bimba, oltre allo zaino della scuola, e la carica nel bagagliaio. Arriva al porto, prende il traghetto che lo porterà in Inghilterra dov'era vissuto da piccolo, e li la seppellirà. Quando torna a casa è l'uomo premuroso di sempre; sì, perché l'assassino è sposato ed ha due figli all'incirca dell'età di chi ha appena ucciso. Passano i mesi, la polizia brancola nel buio ma Hoffmann, idraulico disoccupato, viene controllato perché anni prima era stato condannato per violenza sessuale. Ma si trattava di donne e non bambini, inoltre non ci sono indizi che lo colleghino a Levke.
Marc Hoffman - l'assassino di Levka e Felix

Ed arriviamo al 31 Ottobre. Felix è felice quel giorno, sta facendo un giro in bicicletta davanti a casa dei nonni; Hoffmann lo vede e lo fa cadere, poi, fingendo di volerlo aiutare, lo prende e lo carica in auto. Anche stavolta lo porta in un bosco. Non lo violenta subito; guarda quel bimbo terrorizzato implorarlo e, freddamente, quando arriva il buio lo sodomizza e lo uccide. E' tardi e sua moglie lo chiama al cellulare, lui ha appena assassinato Felix ma senza nessun problema risponde che è ancora al lavoro e presto rientrerà. Prima di tornare a casa farà altri quaranta chilometri per arrivare in un lago dove getterà il corpo.

Un'altra storia di terrore puro, un'altra storia da non dimenticare. Due famiglie nel dramma che certo soffriranno in eterno per la morte dei loro figli.
Hoffman è stato condannato ma ha chiesto la revisione del processo per proclamarsi insano di mente ed essere spostato in un istituto per malati mentali. In carcere ha confessato al compagno di cella di aver fatto altre sei vittime, fra adulti e bambini. La Polizia continua ad indagare sul suo conto per appurare se ci siano prove in tal senso.
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Angelina, 7 anni
13 Ottobre 2003. Alle 18.25 Angelina dice a sua madre, intenta a preparare la cena, che va mezz'ora a casa di una sua amichetta. Fa pochi passi ed arriva all'abitazione dove, invece dell'amica, trova il fratello diciassettenne. Con un pretesto viene attirata in cantina, ammanettata e fatta zittire con del nastro adesivo sulla bocca. La bimba sviene e lui la violenta. Subito dopo la strangola con una corda ed occulta il cadavere mettendolo in una scatola di cartone che poi chiuderà con un fiocco e porterà sul balcone.
Ore 19.00; la mamma non vedendola rientrare la cerca, ma nessuno sa dov'è. Il fratello dell'amica parteciperà alle ricerche che presto saranno prese in mano dalla Polizia. Il ragazzo viene interrogato e si contraddice più volte, cerca addirittura di indirizzare i sospetti sulla madre. Viene fermato ed in casa sua, alle 5 di mattina, scoprono il corpo dentro la scatola.
Patrick Shulz, l'autore dell'omicidio, è stato condannato, essendo minorenne, a soli dieci anni di carcere. La famiglia di Angelina sta ancora lottando per fargli aumentare la pena.

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Ayla, 6 anni
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E' il 17 Maggio 2005. Ayla ha sei anni e sta percorrendo a piedi i pochi metri che servono per arrivare da casa a scuola. La madre, impegnata a cambiare il figlio piccolo, sette mesi, la vede dalla finestra girare l'angolo della strada, manca poco all'arrivo ed è tranquilla. Invece in agguato c'è un suo vicino di casa, amico di suo marito, che nessuno sa avere avuto già una condanna per omicidio ed una per stupro. Fra l'altro anche lui da pochi mesi è padre. Il suo nome è Mario Lenk ed ha 37 anni. Aspetta che la piccola passi davanti al suo portone e la prende mettendola nel bagagliaio dell'auto. Pochi minuti e parte verso la foresta che dista dieci chilometri. Una volta giunto fra gli alberi, in un luogo indisturbato, libera la bimba e comincia a toccarla. Le dice che se farà la brava la riaccompagnerà a casa.

Mario Lenk, l'assassino di Ayla
Ma la bambina non vuole fare "quelle cose", lui la costringe, lei piange cercando di scappare e nell'uomo scatta l'impulso omicida, prende un coltello e le taglia la gola. Altre due coltellate le darà sul pube e fra le gambe di quel corpo ormai inerme. La spoglia e sparpaglia gli abiti e le scarpette da ginnastica in paese. Ma una ragazza di quindici anni lo ha visto caricare la bimba e ha dato l'allarme alla polizia. Non è stato sufficiente a salvare la vita di Ayla, dato il posto isolato in cui era stata portata, ma l'assassino viene arrestato e confessa. Ayla aveva 6 anni, oggi ne avrebbe 11, ma è una frase che stona perché purtroppo Ayla non c'è più.

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Tim, 2 anni, ucciso dal convivente della madre

10 Novembre 2005. Tim è un bimbo di due anni vivace ed allegro. Sua madre di anni ne ha 21, si chiama Monya H. e vive col nuovo convivente, Oliver H., ad Elmshorn.
Monya quella notte lavora e lascia il piccolo con l'uomo, un ex militare convinto che l'educazione si impari da piccoli. Tim non vuole fare il bagnetto, Tim non vuole dormire nel suo letto, e questo per Oliver è inconcepibile. Un bimbo non può fare quel che gli pare. Tim quella notte, a causa delle percosse ricevute, pare gli abbiano sbattuto la testa contro il muro, muore. Quando la mamma torna e non lo trova in casa, non ben capendo quanto sia accaduto, dice che è stato rapito durante il giorno per non dichiarare di averlo lasciato con un estraneo correndo il rischio di perderne la custodia. Nel frattempo il convivente assassino ha messo il corpicino in una borsa da ginnastica che ha nascosto in un angolo del giardino di una vicina di sua madre. La Polizia impiega sette giorni per capire e trovare il corpo. Dapprima fermano la madre, poi arrestano Oliver H. che al processo avrà una condanna mite, 13 anni di reclusione. Davvero la vita di un bimbo di due anni indifeso vale così poco?


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Mitja, 9 anni
22 Febbraio 2007, Mitja esce da scuola ma non va a casa, nessuno sa come sia sparito, nessuno ha visto nulla. Nessuno tranne la telecamera di sorveglianza di un tram che lo ritrae mentre è seduto, calmo e tranquillo, accanto a un uomo. Ma chi è quell'uomo? Si chiama Uwe K. ed abita a Lipsia, in un quartiere non distante da quello in cui risiede Mitja. Con lui fino a poco tempo prima abitavano anche la convivente e la figlia di 4 anni. Non è sconosciuto alla Polizia che sa bene quali siano le sue deviazioni sessuali. Uwe è un pedofilo. Grazie a quel fotogramma anche il fornaio si ricorda del bimbo e dell'uomo ed indica un suo conoscente che, dice, lo conosce bene.

Uwe k. ha adescato Mitja. Foto dalla telecamera del Tram.
In effetti è un suo vicino di casa; accompagna gli agenti all'abitazione ma l'uomo non c'è. Vengono chiamate le ruspe, per scavare in giardino, e sotto il pergolato viene trovato corpo senza vita di Mitja. Prima di essere ucciso ha subito violenze sessuali. Nessuno sa dove sia Uwe K., ma il cerchio a poco a poco si stringe ed una settimana dopo viene arrestato. Si scopre che ha tentato il suicidio gettandosi sotto un Tram.

Forse Mitja viveva una vita difficile, forse ha seguito quell'uomo perché gli aveva fatto promesse accattivanti, fatto sta che Mitja non c'è più, e non per colpa sua.

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Michelle, 8 anni
18 Agosto 2008, Lipsia. Michelle ha otto anni e frequenta il centro estivo perché i genitori lavorano. Sono le 15.30 quando fa ritorno a casa. Lascia la cartella e prende la sua bambola preferita. Perché? Forse qualcuno le ha chiesto di fargliela vedere? Comunque da quel momento nessuno la nota più, Michelle è scomparsa. La polizia è chiamata subito e subito vengono chiamati i rinforzi che setacciano tutta la zona palmo a palmo; l'unica cosa che si trova è in un parco giochi che dista seicento metri dalla casa della bimba. C'è una bambola sul prato. Tre giorni di ricerche e poi, nel lago di un boschetto ai margini della città, viene trovato il corpo senza vita della bambina. 
Quasi un anno di indagini permettono di scoprire il nome dell'assassino. Si chiama Daniel V., ha 19 anni, diciotto all'epoca dei fatti, e vive nella stessa via dove viveva Michelle. Quel giorno d'Agosto, dice, l'ho attirata in casa ed è venuta perché mi conosceva bene, poi l'ho violentata. Non volevo ucciderla ma quando le ho messo le mani al collo ho continuato a stringere e non so il perché. Ho caricato il corpo di notte, nel baule dell'auto, e l'ho gettata nello stagno.
Tutto semplice, quasi banale. La normalità che un diciottenne trova nella violenza carnale ai danni di una bambina di otto anni è sconvolgente. 

Daniel ha chiesto scusa. I genitori della bimba non sanno che farsene di quattro parole dette per cercare di evitare qualche anno di galera e non le hanno accettate.
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1 commento:


  1. 7
    COME PREVEDETTE ALLA PERFEZIONE IL PIU' CHE RADDOPPIO DEL DOW JONES NELL'ERA DELL'AMMIRABILE OBAMA BARACK ( RIALZO DA LUI PREVISTO, SEMPRE DAVANTI AGLI OCCHI DEL MONDO INTERO, DI NUOVO, VIA INTERNET, BEN SEI MESI PRIMA DI QUANDO INIZIO' A VERIFICARSI: DA LUI ANTICIPATO NEL OTTOBRE 2008, VERIFICATOSI NEL MARZO 2009, ESATTAMENTE, NEL PERIODO DA LUI PREVISTO SEI MESI PRIMA). E DA APRILE 2014, RIPETO, DA APRILE 2014, MICHELE HA DETTO A TUTTI "NOI", CHE IL DOW JONES SAREBBE SALITO ANCORA, MA PER POI MINICROLLARE NELLA PARTE FINALE DEL LUGLIO 2014: ACCADUTO AL MILLESIMO. E "NOI" SAPPIAMO GIA' ANCHE DOVE SARA' IL DOW JONES ALLE PROSSIME ELEZIONI USA DEL 2016. E SIAMO CERTI CHE SARA' ESATTISSIMAMENTE LI, OVE CE LO HA DETTO LUI: GENIO, RE MIDA ED EROE CIVILE MICHELE NISTA. CON LUI SI VINCE SEMPRE E STRA SEMPRE, ALTRO CHE POR-C-ORROTTO BERLUSCONICCHIO SGOZZA DEMOCRAZIA, GIUSTIZIA E LIBERTA', PROVETTO PAZZO DITTATORE: MATTEO RENZI. IL VERME RISDOGANATORE DEL BASTARDAMENTE ASSASSINO, BERLUSCONISMO, OSSIA MAFIA, CAMORRA, NDRANGHETA, FASCISMO E PEDOFILIA, A PALAZZO CHIGI! PUAH!!!

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